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¡Que viva Mexico!

"Il sogno di una persona sola rimane un sogno... quello di tante persone insieme è la realtà che comincia." Sub Comandante Marcos

Il 16 settembre, il Messico festeggia due grandissimi anniversari: il giorno in cui i nativi messicani si ribellarono cacciando i dominatori spagnoli e, dopo cento anni, la rivoluzione messicana!

La lotta per l'indipendenza durò ben dieci anni.

Mentre in Italia era appena finita la dittatura, in Messico già da parecchi anni vigeva la democrazia e ospitava le migliori menti rivoluzionarie, anche italiane.

Come non ricordare la bellissima, sensuale e rivoluzionaria Tina Modotti? Originaria di Udine, sulla sua tomba a Città Del Messico c'è ancora scolpita la poesia di Neruda a lei dedicata

Nel Messico ci fu una delle prime rivoluzioni, molto prima di quelle europee, con grandi eroi ribelli come Pancho Villa ed Emiliano Zapata. Questi grandi eroi non avevano mai torturato i prigionieri e fucilarono solamente i gerarchi che avevano commesso dei grandi crimini nei confronti della popolazione.

Invece la ribellione contro gli spagnoli incominciò proprio grazie ad un prete, uno di quelli che veramente metteva in pratica il vangelo e stava dalla parte dei più deboli. Fu Miguel Hidalgo y Costilla che lanciò il famoso "grido di dolore" e incitò i messicani a ribellarsi per esigere l'indipendenza! Poi ovviamente fu ucciso, ma il destino degli eroi è sempre quello di morire.

Invece nel 1910, Pancho Villa ed Emiliano Zapata fecero scoppiare una grandissima rivoluzione contro la feroce dittatura di Porfirio Diaz, e come non ricordare anche un altro avvenimento durante quegli anni di rivoluzione: Pancho Villa fu l'unico uomo al mondo che invase gli USA perché entrò nello Stato del Texas per riprendersi il territorio occupato che apparteneva al Messico!

Questi due grandi eroi erano dei ribelli, una volta liberato il Messico dalla dittatura si misero da parte, loro non amavano la presa di Potere. E pochi lo sanno, ma nacque la prima Costituzione al Mondo che garantiva i diritti sociali e dei lavoratori. Poco dopo i due anarchici ribelli ovviamente furono uccisi.

Il Potere non dimentica mai i propri avversari, nemmeno in democrazia.